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Mass Timber e nuova edilizia urbana: ridurre emissioni e tempi, aumentare la qualità costruttiva

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Un approccio off-site per rigenerare il patrimonio edilizio in modo sostenibile, veloce e replicabile.

Anelli che crescono, quartieri che nascono

Quando parliamo di rigenerazione urbana, la prima sfida non è soltanto “costruire meglio”, ma farlo con costi accessibili, minore impatto ambientale e qualità degli spazi. L’intervento tenuto dall’Ingegnere Massimiliano Caruso, Manager Director di One Works durante Congresso Legno Italia 2025 organizzato da ARCA  e Filiera Legno in collaborazione con UsUp, apre gli scenari ad un nuova rivalsa del legno ingegnerizzato come alternativa valida e fattibile nel panorama delle nuove costruzioni urbane. 

In questo quadro il legno ingegnerizzato è tornato al centro del dibattito non come nostalgico ritorno al passato, ma come piattaforma industriale per edifici multipiano a basse emissioni. Negli ultimi anni una vasta letteratura ha mostrato come la sostituzione parziale di acciaio e calcestruzzo con prodotti lignei possa ridurre l’impronta climatica senza compromettere sicurezza e prestazioni, spingendo il legno oltre la sola edilizia unifamiliare. 

È una delle risposte più avanzate alla sfida climatica: locale, rinnovabile, efficiente dal punto di vista energetico e a basso impatto. Se la stagione dell’efficienza energetica è ormai matura, oggi l’attenzione si sposta sul carbonio incorporato, e qui il legno gioca una partita decisiva. Analisi LCA comparative su progetti reali indicano riduzioni del 15–20% del GWP “cradle to site” passando da una struttura in acciaio a una in mass timber, a parità di edificio; considerando lo stoccaggio di carbonio nei prodotti lignei, il divario cresce ulteriormente. 

Costruzioni in legno ingegnerizzato: vantaggi e limiti del Mass Timber nel mercato Italiano

Oggi “legno” significa materiali ingegnerizzati: elementi multistrato incollati o collegati meccanicamente, pannelli a strati incrociati (CLT), travi e pilastri in lamellare (GLT), sistemi a doghe chiodate o spinottate. L’idea di fondo è moltiplicare le prestazioni del legno naturale riducendone la variabilità: moduli prefabbricati, dimensioni standardizzate, tolleranze strette. Questo ha permesso di scalare dal basso verso l’alto con processi più rapidi e controllati rispetto ai getti in opera.

Cantieri più rapidi, efficienti, meno invasivi

Le costruzioni in legno offrono un vantaggio cruciale grazie alla realizzazione off-site, che garantisce tempi certi e significativamente ridotti e limita le inefficienze tipiche delle lavorazioni completamente eseguite in cantiere. La rigenerazione urbana avviene quasi sempre accanto a chi vive e lavora: tempi e impatti di cantiere contano quanto il risultato. Grazie alla vocazione off-site e all’approccio Design for Manufacturing and Assembly (DfMA) continua nel suo intervento l’Ingegner Caruso, il legno porta in sito componenti realizzati in stabilimento e li assembla in poche settimane, riducendo interferenze, errori, rumore, emissioni e traffico pesante. Anche i rifiuti calano sensibilmente: studi quantitativi mostrano riduzioni fino all’83% del peso dei rifiuti con sistemi modulari rispetto all’esecuzione in situ e intorno all’80% in set di casi comparativi. Su programmi estesi di rigenerazione urbana, questo si traduce in meno cassoni in strada, meno viaggi di mezzi e minore ricorso alla discarica.

Eppure, non decolla

Con tali vantaggi, il legno avrebbe tutte le carte in regola per diventare una leva chiave nella rigenerazione urbana ed extra-urbana. Eppure, fatica a scalare nel mercato immobiliare. Le soluzioni interamente in legno restano concentrate nel segmento monofamiliare (il fatturato del settore dal 2021 a oggi è cresciuto solo del 2,3%). Va un po’ meglio quando il legno è impiegato in ibrido con calcestruzzo e/o acciaio — per esempio nelle grandi coperture — ma la scala è ancora inferiore alle attese. Gli ostacoli in Italia risiedono in parte in pregiudizi culturali (rischio d’incendio, umidità, durabilità), ma soprattutto nel costo di costruzione che, a parità di prestazioni energetiche, strutturali e di comfort indoor, risulta ancora superiore alle soluzioni off-site in cemento e/o acciaio.

Digitalizzazione dei processi e formazione tecnica: abbattere i pregiudizi culturali per un futuro che sia sostenibile per i costi e per l’ambiente 

Quali strategie per aumentare significativamente la presenza del legno nel mercato? Per superare la barriera culturale serviranno programmi di formazione e diffusione del know-how tecnico capaci di sgomberare il campo dai pregiudizi sull’abitare in edifici lignei. Ancora più decisivo sarà rendere competitivo il costo: una strategia fondata sulla digitalizzazione dei processi di progettazione e costruzione, per scalare la produzione off-site, integrare più a fondo componenti edili e impiantistiche realizzate in fabbrica e per sottrarre dal cantiere una quota sempre più crescente delle attività produttive. Solo così il legno potrà esprimere appieno il proprio potenziale nei quartieri del futuro.