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Il punto di vista di Tecla Caroli, Senior Sustainability Consultant di Arup su LCA e Whole Life Carbon nell’edilizia in legno: perché misurare l’impatto è decisivo. 

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Nel percorso verso la decarbonizzazione del settore delle costruzioni, l’edilizia in legno occupa una posizione sempre più strategica. Non solo perché impiega un materiale rinnovabile, ma perché apre a una riflessione più ampia sul ciclo di vita degli edifici, sulla gestione delle risorse e sulla reale misurabilità della sostenibilità.

A chiarire il ruolo di questi strumenti è Tecla Caroli, Architetto e Senior Sustainability Consultant di Arup, realtà internazionale che integra la sostenibilità come pilastro del processo progettuale. Il suo contributo mette al centro un concetto fondamentale: non basta costruire in legno per poter parlare di edificio sostenibile. È necessario misurare, verificare e gestire gli impatti e i benefici lungo tutto il ciclo di vita.

LCA: lo strumento per valutare l’impatto ambientale degli edifici

La Life Cycle Assessment, o LCA, è una metodologia standardizzata che permette di calcolare gli impatti ambientali di un prodotto, di un processo o di un edificio. Nel settore delle costruzioni assume un ruolo sempre più rilevante perché consente di valutare non solo i consumi in fase d’uso, ma anche l’impatto generato dai materiali, dalla produzione, dal trasporto, dalla costruzione e dal fine vita.

Per l’Architetto Caroli, l’LCA diventa uno strumento essenziale per rendere più consapevoli le scelte progettuali. La sua applicazione permette infatti di confrontare diverse soluzioni costruttive, individuare le fasi più impattanti e orientare il progetto verso strategie di riduzione delle emissioni.

Whole Life Carbon: guardare all’intero ciclo di vita dell’edificio

Il tema del Whole Life Carbon amplia ulteriormente la prospettiva. Non si tratta più di considerare soltanto l’energia consumata dall’edificio durante il suo utilizzo, ma di valutare anche il carbonio incorporato nei materiali e nei processi costruttivi.

È qui che il legno mostra il proprio potenziale, grazie alla capacità di immagazzinare carbonio biogenico. Tuttavia, come sottolinea Caroli, questo beneficio può essere correttamente contabilizzato solo se il materiale proviene da filiere gestite in modo sostenibile e se il progetto considera l’intero ciclo di vita, compresi gli scenari di fine vita, recupero, riuso o riciclo.

Edilizia in legno e sostenibilità: oltre il materiale

Uno dei passaggi più importanti espressi da Tecla Caroli riguarda la necessità di superare una lettura semplificata del legno come materiale “naturalmente sostenibile”. Il legno può contribuire in modo significativo alla riduzione degli impatti di carbonio, ma solo se inserito in un processo progettuale efficiente.

Questo significa scegliere materiali certificati, preferire prodotti locali quando possibile, ottimizzare le quantità, ridurre gli sprechi, pianificare il cantiere e progettare fin dall’inizio pensando alla reversibilità e al disassemblaggio. La sostenibilità, quindi, non dipende solo dal materiale, ma dal sistema di decisioni che accompagna l’intero progetto.

Il ruolo di Arup: progettazione integrata e approccio multidisciplinare

L’esperienza di Arup mostra come l’LCA possa diventare parte integrante della progettazione. L’approccio descritto dall’Architetto Caroli prevede il coinvolgimento di più competenze: architetti, strutturisti, consulenti ambientali, committenti e operatori della filiera.

Attraverso questa visione multidisciplinare, l’analisi degli impatti non resta un passaggio finale o puramente tecnico, ma diventa uno strumento decisionale già nelle fasi preliminari. Permette di proporre e verificare le alternative, ottimizzare le quantità di materiale e il processo costruttivo e rendere il cliente e gli altri attori coinvolti più consapevoli del contributo del progetto verso l’ambiente e le persone.

LCA nell’edilizia in legno: una leva competitiva per il futuro

LCA e Whole Life Carbon sono destinati a diventare sempre più centrali anche dal punto di vista normativo e competitivo. La crescente attenzione europea alla riduzione delle emissioni, ai CAM, alla Tassonomia Europea e agli obiettivi di neutralità climatica rende la misurazione degli impatti un passaggio sempre meno opzionale.

Per l’edilizia in legno, questo rappresenta una grande opportunità. Se correttamente progettati, documentati e certificati, gli edifici in legno possono dimostrare con dati concreti il proprio contributo alla decarbonizzazione del costruito.

Dalla sostenibilità dichiarata alla sostenibilità misurata

Il punto centrale espresso da Tecla Caroli è chiaro: la sostenibilità non può più essere solo un principio dichiarato. Deve diventare un processo verificabile, fondato su dati, metodologie e strumenti condivisi e soprattutto processi coordinati e consapevoli.

In questo scenario, l’LCA consente di distinguere ciò che è realmente sostenibile da ciò che lo è solo in apparenza. Per progettisti, aziende e committenti, significa passare da una comunicazione generica della sostenibilità a una valutazione concreta degli impatti.

L’edilizia in legno può essere una delle risposte più efficaci alla sfida della decarbonizzazione, ma solo se accompagnata da progettazione consapevole, filiere certificate e una visione completa del ciclo di vita dell’edificio.